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Ultime Notizie di Caritas eusebiana
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Festa Popoli 2020

Siamo ormai giunti alla dodicesima edizione di FESTA POPOLI, ideata dalla Diocesi di Vercelli e organizzata con il Centro Territoriale per il Volontariato e il Comune di Vercelli. La sinergia tra questi enti e il coinvolgimento di numerose altre realtà istituzionali torna a dar vita ad una manifestazione ricca di appuntamenti e di messaggi. Il dialogo tra le culture, l’incontro con persone provenienti da diversi luoghi, lo scambio linguistico e amicale, sono quest’anno valorizzati dal tema scelto, ovvero LA COMUNITA’. L’origine della scelta tematica è facilmente comprensibile: il tempo della pandemia, che ancora stiamo attraversando, ha riportato l’attenzione ai legami sociali. Un inedito senso di legame e fraternità che ci interpella e ci responsabilizza nel tentare di costruire tessuti comunitari più sani e duraturi, da rioffrire alle nuove generazioni come scenario educativo solido e garante di futuro. FESTA POPOLI vorrebbe favorire tutto questo, raccogliendo e rilanciando sollecitazioni come sempre provenienti da molte voci: lo staff organizzativo ha chiesto il contributo di tanti, dall’Università alle esperienze del territorio, ma anche di personalità di rilievo con uno spessore di contenuto e una indubbia competenza. Il tutto si svolgerà nell’attenzione alla nostra comunità, dove “nostra” non vuole dire solo dentro i nostri piccoli confini territoriali, ma abbraccia l’intero pianeta e l’intera umanità, in un’ottica integrale, per cui visione dell’uomo, delle relazioni, delle dimensioni comunitarie e sociali, costruzione di futuro giusto e fraterno sono, e non possono che essere, un tutt’uno. La preparazione di FESTA POPOLI ha occupato quest’anno in modo speciale la Pastorale universitaria: con la supervisione di alcuni docenti e attraverso la regia di Rosalia Allegra sono state realizzate alcune interviste video sul tema della comunità… voci e volti di ragazzi italiani e stranieri sono ora fruibili nel canale youtube Sant’Eusebio channel. Anche la volontà di offrire in streaming i vari appuntamenti ha richiesto un notevole impegno allo staff; in questo caso protagonisti sono stati e saranno soprattutto alcuni studenti universitari di informatica e alcuni giovani del Servizio Civile di Vercelli, debitamente formati da Denis Longhi, del Dipartimento di Studi Umanistici. FESTA POPOLI si aprirà alle ore 17.30 di giovedì 1 ottobre, in Seminario Arcivescovile, con Tracce di comunità nella prova, una tavola rotonda in ricordo di Gian-Luigi Bulsei: sociologo, appassionato studioso dei legami comunitari (in particolare di quelli nei disastri ambientali e nelle tragedie dei cataclismi), Gian-Luigi è sempre stato un grande sostenitore di FESTA POPOLI, ogni anno presente tra i relatori o tra i partecipanti incuriositi e attenti nel promuovere messaggi di dialogo e speranza. A lui sarà dunque dedicato il primo appuntamento di questa dodicesima edizione. Interverranno Mons. Marco Arnolfo, arcivescovo di Vercelli, Roberto Bertone, Past-president della Protezione civile Piemonte, Enrico Ercole, sociologo e docente dell’Università del Piemonte Orientale. Non mancheranno le testimonianze degli studenti universitari e di Michele Mastroianni, direttore del Dipartimento di studi umanistici. Con questo primo appuntamento si inaugurerà anche la diretta streaming di Festa Popoli su youtube Sant’Eusebio Channel. Il giorno successivo, venerdì 2 ottobre, si terrà il primo Aperipopolo 2020. Lo scenario splendido del cortile della Caritas, con ingresso da vicolo santa Caterina, accoglierà chi per primo avrà cura di prenotarsi. Ma se, nel doveroso rispetto delle normative sanitarie, il numero di partecipanti dovrà essere necessariamente limitato, tutti potranno seguire in diretta streaming. Musiche, gusti (quelli del Mattarello e delle ricette etniche!), amicizia torneranno a nutrire la serata e a mostrare quanto l’integrazione sia possibile e arricchente, anche –o soprattutto – in tempi di Covid. Il secondo Aperipopolo è programmato secondo le stesse modalità nel venerdì successivo, 9 ottobre. Lunedì 5 ottobre sarà il CTV a proporre un interessante incontro in diretta facebook sulla pagina del CTV e sul relativo canale youtube. Andrea T. Torre, direttore del Centro Studi Medi (Migrazioni nel Mediterraneo – Genova), affronterà un tema tanto attuale quanto delicato, ovvero la condizione dei migranti durante la pandemia. Nella mattinata di giovedì 8 ottobre, tornerà l’ormai classico appuntamento per gli studenti, organizzato insieme ad alcuni docenti dell’Università del Piemonte Orientale – soprattutto del Dipartimento di Studi Umanistici – e con la preziosa collaborazione dei giovani del servizio civile, coordinati da Danilo Fiacconi, responsabile del Settore giovani del Comune di Vercelli. Quest’anno la partecipazione degli studenti sarà proposta online: gli universitari e i ragazzi degli ultimi anni delle scuole superiori, singolarmente o a livello di classe, potranno seguire sul canale youtube e su meet le relazioni e i laboratori proposti dai docenti e dai giovani del Servizio civile. Con l’Aperipopolo del 9 ottobre si concluderà la vera e propria FESTA POPOLI. La novità di quest’anno, oltre alla modalità blended di quasi tutte le proposte, è il nome nuovo dato all’appuntamento che segue le iniziative di cui sopra: FESTA DELLA SOLIDARIETA’. Si tratta del grande raduno, per il 2020 in versione online, di varie associazioni, gruppi ed Enti coordinati dal CTV: un’occasione importante per veicolare non solo i temi interculturali, ma anche i valori della vicinanza, della solidarietà e del volontariato. Per ulteriori approfondimenti: 334 9429503

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Buon Primo Maggio a Tutti!

A te che non hai mai smesso di lavorare garantendo i servizi fondamentali, a te che lavorativamente parlando sei rimasto fermo con le 4 frecce sacrificando la libertà di muoverti per il bene comune, a te che hai ripreso da poco le tue attività e a te che presto ricomincerai a farlo: Buona Festa del Primo Maggio!! San Giuseppe lavoratore, Santo patrono di tutti i lavoratori, intercedi per noi al cospetto di Dio nostro padre e proteggici tutti in quella che speriamo possa essere una fase di ripartenza per tutti! ? Crediti: Sailko / CC BY (https://creativecommons.org/licenses/by/3.0)

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Raccolta Fondi Emporio Solidale

Ci stanno pervenendo numerose richieste di persone desiderose di donare fondi in favore dell’Emporio Solidale. A tal proposito, i colleghi dell’associazione O.S.VER. Onlus che gestiscono appunto l’emporio, ci hanno fatto pervenire le coordinate bancarie tramite le quali chi vorrà potrà fare donazioni per l’acquisto di generi alimentari che andranno agli assistiti della zona di Vercelli e dintorni. Un grazie a tutti coloro che vorranno aiutarci! Beneficiario: OS.VER. IBAN: IT 59C0609010009000001000544 Indirizzo: via Feliciano di Gattinara, 10 – 13100 – Vercelli

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Donazione di 60 Buoni Alimentari

La 181 Servizi che gestisce la pasticceria “Il Mattarello” ci ha recentemente donato 60 buoni spesa che destineremo alle famiglie con minori, ospitate all’interno delle nostre accoglienze. Tale operazione è stata possibile grazie alla generosità delle persone che hanno deciso di fare acquisti che facessero Bene oltre che esser Buoni, durante le festività pasquali. Nell’immagine in evidenza l’articolo sul Corriere Eusebiano. Un grazie di cuore quindi a tutti coloro che hanno reso possibile tutto ciò!

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Auguri di Santa Pasqua 2020

A contatto con i poveri, carne viva del Cristo, sentiamoci tutti affidati da Gesù morente a sua Madre; accogliamola e chiediamole di poter vivere ogni nostro istante illuminati e sostenuti da Mistero Pasquale. Auguri per una Santa Pasqua Il Direttore e collaboratori

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Solidarietà al Carcere

Quest’anno, seguendo anche la vicinanza che Papa Francesco ha mostrato nei confronti delle carceri, abbiamo deciso di donare tramite la Pasticceria Biscottificio Artigianale “Il Mattarello” che fa capo alla cooperativa diocesana: Cooperativa Sociale 181, 200 colombe alla casa circondariale di Vercelli.Certi che questo gesto non vada a sostituire il calore dei propri cari, auspichiamo che come piccolo gesto concreto nei confronti di chi soffre possa contribuire a colorare un po’ di più questa Pasqua 2020, che possa essere veramente di risurrezione e speranza per un futuro migliore!

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Calendario Settimana Santa

Riportiamo il calendario delle funzioni liturgiche, per chi volesse seguirle, a cura dell’Arcidiocesi di Vercelli: Giovedì 9 aprile – ore 17:30: S. Messa nella Cena del Signore Venerdì 10 aprile – ore 15:00: Azione liturgica della Passione del Signore *Venerdì 10 aprile – ore 20:30: Preghiera del Venerdì Santo da Abbazia di S. Andrea (sostitutiva storica “Processione delle macchine”) Sabato 11 aprile – ore 20:30: Veglia pasquale *Domenica 12 aprile – ore 6:00: S. Messa dal Duomo di Vercelli – antico rito dello scoprimento del Crocifisso *Domenica 12 aprile – ore 10:30: S. Messa dal Duomo di Vercelli * Le previste dirette televisive già comunicate da parte del network Rete Sette saranno ricevibili, oltre che sul canale Video Nord, 72 del digitale terrestre, anche sui canali 113, 218 e 252. Ed inoltre sul canale satellitare People TV LCN Sky 825 e Tivù Sat LCN 420 (vedi Settimana Santa).

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Attivazione linea di ascolto diocesana

Certi del fatto che #insiemecelafaremo, da oggi è attivo il numero di ascolto 351 843 3143 gestito dagli operatori del centro d’ascolto diocesano che si sono resi reperibili il lunedì dalle ore 15:00 alle ore 17:00 e il giovedì dalle 10:00 alle 12:00 oppure via WhatsApp negli altri momenti. Si è ritenuto opportuno scegliere questa modalità operativa per essere comunque vicini alle persone bisognose nonostante le restrizioni che l’attuale pandemia ci ha costretto ad attuare chiudendo uffici e adottando il distanziamento sociale nei consueti colloqui interpersonali.

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Ciao Brunello!

Arrivederci Brunello! Anche se da un po’ di tempo ormai ti eri dedicato ad altri impegni ecclesiali, ci mancherà la tua simpatia e ironia che ci aiutava ad affrontare con quella sana spensieratezza tipicamente contraddistinta dal tuo stile, le difficoltà della vita quotidiana. Da uomo di carità al servizio di Nostro Signore, dietro al tuo sorriso c’era vera passione e forte senso di responsabilità nei confronti dei numerosi bisognosi che in tanti anni di volontariato hai saputo aiutare. Grazie per tutto ciò che hai fatto e per l’impegno profuso nella nostra pastorale e per la Chiesa eusebiana in generale. Ci mancherai, ma non pensare di cavartela così! Adesso devi vegliare su di noi perché, in questo periodo soprattutto, ne abbiamo tanto bisogno! I volontari e gli operatori della Caritas

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Campagna raccolta fondi dormitorio cittadino

La recente pandemia che ha colpito il nostro paese, ci ha mobilitati nel mettere al sicuro i nostri ospiti. Parliamo di persone senza fissa dimora, che stando alle regole dei dormitori vengono accolti dalla sera fino alle prime luci dell’alba e che poi devono necessariamente lasciare il centro sino al successivo imbrunire. Con il recente decreto governativo, per la tutela sia degli ospiti, i quali sarebbero stati sicuramente più a rischio nel contrarre il virus, sia dei nostri collaboratori coi quali inevitabilmente devono averci a che fare, il Centro di Accoglienza Notturna gestito dall’Associazione Santa Teresa di Vercelli diventa, sino a cessata pandemia, centro d’accoglienza aperto 24 ore su 24. Considerato l’ulteriore notevole impegno che ci è stato richiesto non solo dal punto di vista economico ma anche umano e professionale, a chiunque volesse contribuire compatibilmente con le proprie possibilità, con un’offerta va un ringraziamento dal profondo del nostro cuore. I Volontari e gli Operatori del Centro Qui è possibile scaricare la locandina in formato pdf

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Sale e luce
Omelie

Quinta domenica del tempo ordinario

Dal vangelo secondo Matteo In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:  «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli». (Mt. 5, 13-16) Un vangelo molto breve, ma fondamentale per la nostra vita di credenti. Domenica scorsa abbiamo celebrato la festa della presentazione di Gesù al tempio e questo ci ha impedito di leggere il vangelo delle beatitudini proprio della quarta domenica del tempo ordinario. Siamo così messi davanti ai due imperativi del vangelo di oggi: “Voi siete il sale della terra… voi siete la luce del mondo…” Non avevo mai pensato che ogni cristiano DEVE essere sempre sale e luce, altrimenti… non è cristiano! Sembrano parole brutali, vero? Eppure, eccole qui, davanti ai nostri occhi ed al nostro cuore. Esaminiamole con attenzione, perchè diventino per noi un serio programma di vita. “Voi siete il sale” Proviamo ad andare in uno di quei ristoranti dove esercitano la loro opera i maestri dell’alta cucina che oggi sono anche diventati dei veri divi televisivi. Vedere quei piatti preparati anche artisticamente in modo perfetto ci fa venire l’acquolina in bocca. Se per un caso impossibile potessimo partecipare a questo banchetto super e ci rendessimo conto che il grande maestro ha dimenticato il sale, sicuramente quei capolavori non riusciremo a mangiarli. Un piccolo pugnetto di sale infatti esalta e rende gustose tutte le vivande, che senza questo ingrediente non avrebbero nessun gusto. La stessa cosa vale per la luce. Nel nostro tempo abbiamo una abbondanza di luce, che praticamente elimina la differenza tra il giorno e la notte, ma se torniamo indietro di poco più che un secolo scopriamo che nella notte c’era in casa la tenue luce di una lucerna che permetteva a malapena di distinguere i contorni delle cose. Fuori invece l’oscurità era impenetrabile e muoversi era in pratica impossibile. Oggi, con l’abbondanza di luce che abbiamo, ci è praticamente impossibile vedere le stelle. Proprio le stelle invece per gli antichi erano la piccola luce che indicava la via da seguire. Se noi credenti dobbiamo essere sale e luce, ancora una volta ci viene detto che fino alla fine del tempo noi cristiani saremo sempre una piccola minoranza. Il nostro compito è fare si che i nostri valori, le nostre idee, le nostre scelte non si perdano e scompaiano nella massa delle mode e dei pensieri correnti. Stringerci insieme nelle nostre sacrestie fortificate, per sfuggire al pericolo di diventare insignificanti. E’ la tentazione che tutti noi, discepoli di Cristo, viviamo quando siamo tentati di contarci per mostrare il nostro peso nella società. Invece è proprio nella direzione opposta che Gesù ci vuole spingere. Il sale per dare sapore ai cibi deve abbandonare la saliera, sciogliersi e…scomparire. Così pure la luce deve immergersi nelle tenebre se vuole essere punto di riferimento per qualcuno. Altrimenti sia il sale e la luce risultano inutili. Allora la situazione di “disperso” per noi credenti non è la conseguenza di tempi duri e difficili come i nostri. No, questa deve essere la nostra condizione stabile, normale, necessaria perfino! Per seguire Gesù dunque è necessario vincere la paura di sentirsi soli, rinunciare alla tentazione di sentirsi sempre in gruppo. Al di la del momento di questa messa, dove siamo insieme, noi forti di essa, dobbiamo accettare di perderci nella complessità della vita quotidiana. Non dobbiamo stare alla finestra a fare da spettatori e giudici spietati di un mondo niente affatto evangelico. In questo ”perdersi” c’è sì un morire quotidiano, ma c’è pure una esperienza esaltante. Perché dare sapore a tutto ciò di cui vivono gli uomini è un compito grande e straordinario. Naturalmente per fare questo bisogna avere una grande fiducia nel Padre ed una dose infinita di pazienza. La debolezza (chi lo avrebbe mai detto?) è per noi credenti un punto di partenza assolutamente necessario.

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Tempio di Gerusalemme
Omelie

Presentazione di Gesù al tempio

Dal vangelo secondo Luca Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore. Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore.  Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele». Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori». C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme. Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui. (Lc. 2, 22- 40) Una festa che arriva improvvisata: la presentazione di Gesù al tempio. Oggi, due di febbraio, sono passati quaranta giorni dalla sua nascita e secondo la legge di Mosè, Giuseppe e Maria presentano il loro bambino al tempio. Questa regola risaliva alla prima Pasqua. La prova che dà agli ebrei la possibilità di uscire dalla schiavitù è lo sterminio di tutti i primogeniti delle famiglie egiziane. I primogeniti degli ebrei che non erano stati visitati dall’angelo sterminatore, dovevano essere riscattati presentandoli al Signore e offrendo per loro il sacrificio di qualche animale. Per Le famiglie più povere bastava una coppia di colombi e naturalmente la santa famiglia era tra queste. Mentre stanno per entrare nel tempio hanno due incontri singolari. Il primo con un vecchio chiamato Simeone; il vangelo descrive come un uomo “giusto e pio”. Ad esso lo Spirito santo aveva rivelato che non sarebbe morto, senza prima avere visto il messia. E proprio vedendo questa semplice coppia di sposi che lui vede in quel piccolo bambino l’adempirsi di quella promessa. Allora esce in quelle parole che ancora oggi noi ripetiamo: “Ora lascia, Signore, che il tuo servo vada in pace, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza!” Poi il vecchio aggiunge delle parole singolari che riguardano il bambino e sua madre: “Egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele; ed anche a te una spada trapasserà l’anima”. Con queste parole Simeone vede la crocifissione e la morte di Gesù sulla croce, e vede in questo fatto la salvezza offerta a tutti coloro che la vorranno accogliere. E vede anche lo strazio di sua madre che starà sotto a quella croce e vivrà il dolore più grande che una donna possa provare; veder morire la propria creatura. C’è pure un altro incontro: con Anna, una anziana vedova di ottantaquattro anni. Le sue parole vengono riassunte nel riconoscere il bambino come messia e nell’annunziarlo a tutti quelli che incontra. Diventa così la prima che annuncia la presenza del messia, anticipando di trenta anni ciò che le folle udranno dalla viva voce di questo bambino che diventerà maestro e salvatore. Finiti tutti questi adempimenti la piccola famiglia ritorna a Nazaret, dove per trenta anni il bambino diventerà uomo nell’anonimato più totale. In ciascuno di noi nasce abbastanza spesso il desiderio di “vedere” Dio, soprattutto quando il dubbio se esista veramente ci mette in difficoltà. “Perché non ti posso vedere? Così non avrei più dubbi!” Ebbene, nessuno vede Dio, nemmeno gli apostoli che stanno per tre anni con lui. Loro vivono con l’uomo Gesù. In certi momenti lo credono Dio, soprattutto nelle apparizioni dopo la risurrezione, ma questa certezza la raggiungono solo con la fede. La stessa cosa fanno Simeone ed Anna; avranno visto infinite coppie venire in tanti anni al tempio, ma in questa ennesima coppia con il loro piccolo “credono” che quel piccolo sia il messia. Così anche per noi. Veniamo in chiesa (il nostro tempio!), sentiamo delle parole e al termine di queste ci viene detto che sono “parole di Dio”. L’importante per noi è credere che quelle parole non sono di un uomo saggio, ma sono davvero parole che Dio dice per ciascuno di noi ed esse devono essere la luce che illumina la nostra settimana. Poi stendiamo la mano e ci viene dato un piccolo pezzo di pane, ma noi crediamo che quello è il corpo di Cristo. E crediamo che quel cibo sarà la forza che ci fa camminare per sette giorni, e ci fa affrontare tutti i problemi, le fatiche, le stanchezze che certamente incontreremo. Poi vedendo i piccoli che sono qui nei primi banchi o nelle nostre famiglie, crediamo che essi sono i “piccoli Gesù bambino” che ci sono affidati e dei quali noi dobbiamo avere cura, impegnando tutte

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