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Storie di CaritàS quotidiane

L’impegno di Caritas Eusebiana per le cure urgenti
A novembre 2024, Caritas Eusebiana aveva ricevuto una donazione di circa 10.000 euro da parte del capitolo vercellese di BNI (Business Network International) Albatross. Una cifra raccolta durante una Cena di Gala benefica, svoltasi presso il Seminario Arcivescovile di Vercelli, in occasione del cinquantesimo compleanno della nostra Caritas diocesana. Un ammontare significativo e ciò è anche dovuto all’obiettivo, chiaro e delineato fin da subito: poter garantire visite specialistiche urgenti ad anziani non abbienti. Un progetto su cui Caritas Eusebiana si è sempre impegnata molto e in maniera particolare in questi ultimi mesi. È evidente, dunque, il piacere con cui Carlo Greco, direttore della nostra Caritas diocesana, ha annunciato durante la Settimana Santa, di aver attivato tale progetto di cura e riabilitazione. Un altro attore importante nella riuscita di questa iniziativa è stato l’Istituto Salus di Vercelli e Cigliano, che oltre a fornire supporto, ha contribuito economicamente con ulteriori 2.000 euro per far fronte alle spese. Di tutta la cifra raccolta – segnalano Caritas Eusebiana e l’Istituto Salus – la prima tranche di finanziamento ammonta a 4.000€, con il fondo che sarà riempito nuovamente ad esaurimento di ogni fase di accantonamento. Coloro che abbiano necessità di usufruire di questo servizio, anche se già seguiti dai diversi centri di ascolto parrocchiali dell’Arcidiocesi, sono invitati a recarsi preso il centro di ascolto centrale di Caritas Eusebiana, in via Feliciano di Gattinara 10, a Vercelli. Sarà, infatti, il centro d’ascolto centrale della nostra Caritas a contattare l’Istituto Salus, occupandosi della burocrazia necessaria ,per permettere a chi ne ha bisogno di accedere alle cure di cui necessita. Allo stesso modo, anche lo stesso Istituto Salus potrà segnalare persone in stato di necessità e procedere con le cure del caso. Il progetto non intende coinvolgere solo Caritas Eusebiana e l’Istituto Salus, ma anzi apre alla collaborazione con altre realtà del territorio che volessero collaborare. Si ricorda, infine, che l’operato di Caritas Eusebiana, può essere sostenuto in diverse modalità. Lo si può fare con bonifico, tramite il conto corrente bancario: Arcidiocesi di Vercelli – Caritas Eusebiana – IBAN: IT52 V030 6909 6061 0000 0131 576, con causale “erogazione liberale” o “donazione”. Per coloro che non avessero la possibilità di offrire sostegno economico, le possibilità sono il volontariato e la destinazione dell’8xmille alla Chiesa Cattolica: gesti che non costano nulla, ma sono di enorme aiuto.

Habemus Papam: Leone XIV
“La pace sia con tutti voi”. È stata la prima espressione del Santo Padre Leone XIV che risuona come una chiamata e un impegno per tutti noi. Ringraziamo il Signore per questo dono e ci stringiamo attorno al nuovo Pontefice riconoscendo in Lui un messaggero di speranza per un mondo assetato di fraternità e di senso. Troppe regioni del mondo sono ancora sconvolte dalle guerre; vaste popolazioni soffrono per disuguaglianze e povertà; milioni di persone sono costrette a migrazioni drammatiche lontano dalla propria terra. A queste crisi umanitarie si aggiunge l’urgenza della crisi ambientale, che minaccia la nostra casa comune e colpisce in particolare i più fragili. Il Papa ci ha invitato a «costruire ponti, con il dialogo, con l’incontro, unendoci tutti per essere un solo popolo sempre in pace». Facciamo nostro questo appello: continueremo a tessere ponti di fraternità e solidarietà, favorendo l’incontro e il dialogo ovunque operiamo. Ci impegniamo ad essere artigiani di pace nei territori e nelle periferie del mondo, perché la Chiesa sia sempre più segno di unità nella diversità e ogni persona possa sentirsi parte di un’unica famiglia umana. Santità, può contare su di noi! Caritas Eusebiana Le assicura la preghiera, l’affetto e rinnova la volontà di camminare con Lei per servire i più poveri, per testimoniare la speranza e per essere, insieme, “Chiesa missionaria, una Chiesa sempre aperta a ricevere tutti coloro che hanno bisogno della nostra carità”.

Le iniziative natalizie di Caritas Eusebiana
Anche in questo Avvento, nell’attesa del Natale, Caritas Eusebiana ha organizzato alcune iniziative solidali, con la collaborazione degli operatori, dei volontari e di diversi uffici diocesani. Sabato scorso (il 14 dicembre) si è tenuta in seminario una festosa serata per unire i cuori e celebrare insieme il dono della carità e la speranza del Natale. Una notte magica, introdotta alle 20 da Mons. Arcivescovo Marco Arnolfo che ha diretto i presenti in una preghiera, meditando l’attesa che ci avvicina al significato e allo spirito della Natività di Gesù. Alle 21 è poi seguito un delizioso concerto benefico del coro Nouvelle Harmonie, a cui ha partecipato anche un’ospite speciale: Fernanda Costa, soprano vercellese di fama internazionale. La serata ha incluso anche momenti di brindisi e condivisione per scaldare l’anima e rinnovare lo spirito. Il progetto più importante, tuttavia, è stato sviluppato in collaborazione con don Davide Besseghini, parroco di Candia Lomellina e Vicario episcopale per le problematiche sociali, caritative e ambientali dell’Arcidiocesi di Vercelli, ed il Centro Missionario Diocesano, diretto da don Patrizio Maggioni. Si tratta del Calendario dell’Avvento della Generosità: un’opportunità concreta per vivere il senso del dono, coinvolgendo tutti, a partire dai bambini e ragazzi del catechismo, le loro famiglie e tutta la comunità. Durante il periodo dall’1 al 23 dicembre, ogni persona, famiglia, è invitata a riempire uno scatolone con prodotti di prima necessità, seguendo un calendario giornaliero che propone un bene specifico da aggiungere ogni giorno. Lo scatolone può essere posizionato vicino al presepe o sotto l’albero di Natale, simboli della condivisione e del dono. Dal 23 al 25 dicembre, i cesti solidali dovranno essere consegnati alla propria parrocchia, emporio o centro d’ascolto Caritas di riferimento, e tra il 2 e il 5 gennaio 2025 alcuni operatori e volontari del Centro Missionario Diocesano e di Caritas Eusebiana li raccoglieranno per distribuirli a chi è più fragile e vive in difficoltà. Tale iniziativa, accompagnata dal senso del “Vivere il dono per essere dono” vuole invitare ogni partecipante a guardare oltre sé stesso e a vivere concretamente la carità. Un gesto semplice, ma potente, per educare al servizio e rendere il Santo Natale un momento di autentica condivisione. Per qualsiasi ulteriore informazione a riguardo, chi intende partecipare, può contattare Don Patrizio Maggioni al numero 329 636 3434. Caritas Eusebiana ringrazia la cittadinanza vercellese e del territorio dell’Arcidiocesi per la continua ed instancabile generosità a favore degli ultimi, augurando a tutti un 2025 di solidarietà. Le iniziative solidali, natalizie e non, possono essere sostenute anche tramite offerte, che possono essere effettuate direttamente presso gli uffici Caritas Eusebiana in via Feliciano di Gattinara 10 – Vercelli (dal lunedì al venerdì tra le 9 e le 12) o tramite bonifico a Caritas Eusebiana all’IBAN IT52V0306909606100000131576 (Intesa S. Paolo). A Natale siamo tutti più “doni”.

Cronache dal convegno per i 50 anni di Caritas Eusebiana
Si è svolto sabato 26 ottobre, presso la Sala San Carlo del Seminario di Vercelli, il convegno per i 50 anni della nostra Caritas diocesana, che ha visto riuniti moltissimi parroci e volontari provenienti da tutto il territorio dell’Arcidiocesi di Vercelli. L’evento – dal titolo “Vivere il Dono, per essere Dono” – si è aperto con i saluti di Mons. Arcivescovo Marco Arnolfo, il quale ha ricordato che «la carità non è solo donare, ma condividere» ed è così che «si riceve più di quello che si dà». Successivamente, il prefetto Lucio Parente, il sindaco Roberto Scheda, il delegato regionale delle Caritas di Piemonte e Valle D’Aosta Pierluigi Dovis ed il presidente provinciale di ACLI Cesare Daneo, hanno rivolto i loro saluti a tutti i presenti e ringraziato Caritas Eusebiana per il suo continuo operare sul territorio della provincia di Vercelli. Il dottor Parente ha ringraziato Caritas Eusebiana «per l’operato a nostro sostegno durante l’emergenza migranti». Il sindaco di Vercelli, invece, ha ribadito la grande intesa già presente tra l’amministrazione comunale e Caritas, chiedendo «collaborazione tra tutte le associazioni, con umiltà ed adottando la politica dell’ascolto, per superare gli ostacoli e progettare tutti insieme». Il dottor Dovis ha dapprima ricordato Mons. Albino Mensa, che nel 1973, seguendo l’idea di Papa Paolo VI, ha istituito Caritas Eusebiana rendendola operativa dal 1974, insieme a don Mauro Stragiotti e tutti i volontari che «non ci sono più, ma sono stati di esempio per tutti noi». In seguito, ha elencato tre sfide che attendono la nostra Caritas diocesana: 1) promuovere il servire, con una strategia comunitaria, 2) costruire la comunità e accompagnare il prossimo nella fraternità, 3) investire sulla testimonianza della relazione. Il dottor Daneo ha, infine, ribadito la collaborazione tra ACLI e Caritas esortando ad affrontare «gravi problemi sociali (come, per esempio, la ludopatia), partendo fin dalle scuole elementari per insegnare a tutti l’integrazione e l’importanza della dignità di ogni persona» e a lavorare «tutti insieme al sogno di una Vercelli che includa tutti». Ai saluti delle autorità, è seguito un primo intervento di Carlo Greco, direttore di Caritas Eusebiana, che ha ricordato come «Caritas è tutti i centri di ascolto, in tutta la Diocesi, non è solo un ufficio a Vercelli: ognuno di noi dà testimonianza della carità, ponendo l’attenzione sugli ultimi, in funzione soprattutto pedagogica». È poi seguita una disamina delle statistiche sulla povertà italiane e locali: nel solo 2023 più di 2.000 persone si sono rivolte ai centri di ascolto Caritas diocesani, ogni giorno 25 uomini adulti sono ospiti del dormitorio, ad oggi ci sono 20 nuclei familiari in emergenza abitativa e, quotidianamente, circa 800 persone hanno bisogno di rivolgersi all’Emporio della Solidarietà. Ha ribadito, dunque, la fondamentale importanza dei centri di ascolto che «sono il cuore pulsante dell’impegno di Caritas Eusebiana: è grazie a tutti i volontari, gli operatori, i presbiteri e le consacrate che riusciamo ad essere quotidianamente al fianco dei più bisognosi». In conclusione, il dottor Greco ha ricordato come «la carità deve essere un impegno di tutti, ad imitazione dell’amore di Gesù: siate gli occhi e le mani di Cristo sul territorio, siate custodi della carità, con pazienza e benevolenza, siate dono per vivere il dono». Al termine dell’emozionante intervento del direttore di Caritas Eusebiana, è stato il momento di alcuni giovani volontari (Davide, Emanuele, Lucia, Paolo e Valentina) che hanno raccontato il loro impegno quotidiano e le modalità – districandosi tra lavori a tempo pieno, impegni e difficoltà – in cui servono i più bisognosi, nei centri d’ascolto, l’emporio e il dormitorio, fin sui social e negli organi pastorali dell’Arcidiocesi. In seguito a questo intervento pieno di speranza per il presente e il futuro, non solo di Caritas Eusebiana, ma di tutta la comunità vercellese e la diocesi, don Davide Besseghini, parroco di Candia Lomellina e vicario episcopale per le problematiche sociali, caritative e ambientali, ha elaborato una riflessione sulla vergogna che talvolta auto-esclude i più poveri dalla vita parrocchiale, dalla partecipazione alle Messe e dal rivolgersi ai centri di ascolto, esortando tutti i presenti ad «accoglierli anche in mezzo a tutte le difficoltà». A metà mattinata si è poi tenuto il momento centrale del convegno, con i tavoli di confronto, che hanno visto tutti i presenti divisi in diversi gruppi per provare ad elaborare un manifesto di intenti per il futuro di Caritas Eusebiana. Dopo il pranzo condiviso, i facilitatori dei vari tavoli di confronto, hanno poi esposto i principali spunti emersi: potenziare le opportunità di lavoro per chi è disoccupato o escluso socialmente, fare rete cercando una sempre maggiore cooperazione con le istituzioni (andando oltre i tempi lenti per rispondere alle emergenze), educare tutta la cittadinanza alla carità (non solo i più piccoli, ma gli stessi bisognosi e gli operatori istituzionali con cui si collabora), supportare maggiormente i parroci (sempre più anziani e meno numerosi), formare i nuovi volontari e potenziare la raccolta dei dati per mrispondere meglio alle esigenze di chi si rivolge ai centri di ascolto. A conclusione del convegno è intervenuto nuovamente il direttore Carlo Greco, per sottolineare come «l’anno scorso Caritas Eusebiana ha sostenuto almeno 1018 interventi, creando almeno 33 posti di lavoro» e raccontare alcune storie di impatto. Infine, ha illustrato ai presenti la visione per il futuro di Caritas Eusebiana, volta ad una maggiore sensibilizzazione alla carità, attraverso «rinnovate opere evangeliche e di misericordia, sempre sussidiarie per essere da supporto anche alle istituzioni, ma mai sostitutive, a prevalente funzione pedagogica».

Intervista al Direttore per i 50 anni di Caritas Eusebiana
Sabato 26 ottobre: è la data segnata sul calendario da tutti gli operatori e i volontari di Caritas Eusebiana. Nella cornice del Seminario Arcivescovile di Vercelli, si terranno i festeggiamenti per il 50 anni della nostra Caritas. Una giornata speciale ed emozionante, che vedrà presenti anche l’Arcivescovo Mons. Marco Arnolfo, il Vicario generale Mons. Stefano Bedello ed il Vicario alla Carità don Davide Besseghini. In occasione di questo importantissimo traguardo per Caritas e l’intera Arcidiocesi, abbiamo voluto porre alcune domande a Carlo Greco, direttore di Caritas Eusebiana, cui vanno anche i nostri più sinceri auguri per il secondo “compleanno” – ricopre, infatti, tale carica dall’ottobre del 2022. Dottor Greco, quali attività caratterizzeranno la giornata di festa per il 50 anni di Caritas Eusebiana? La giornata sarà caratterizzata da momenti di incontro, formazione e confronto. Saranno organizzati una serie di tavoli di lavoro, che ci permetteranno di riflettere e discutere sulle sfide e le opportunità affrontate quotidianamente nei servizi attivi su tutto il territorio diocesano. In particolare, quest’anno ci sarà uno spazio riservato ai giovani attivi nei servizi Caritas, per renderli protagonisti della Carità. Saranno momenti fondamentali per continuare a costruire insieme una rete di carità e solidarietà sul nostro territorio, rafforzando l’impegno comune a servizio delle persone più fragili. Cosa significa per lei essere direttore in occasione di un traguardo così importante? Non io, ma Dio! Siamo solo persone chiamate ad accompagnare chi ci viene affidato. Le persone passano, la Caritas invece rimane, ma ciò che conta ancora di più non è che rimanga la Caritas come istituzione (questo lo dico spesso lo so), ma la Carità, vera, vissuta reciprocamente tra tutte le persone. Segno di quell’Amore che Dio ci ha donato, che Cristo ha testimoniato con la Sua stessa vita, partendo dai poveri, dagli ultimi. Questa è la più grande responsabilità che sento quotidianamente. Sono io?! Oppure è Dio?! Sono e siamo in Dio?! Una riflessione molto profonda, grazie dottor Greco. Ripartiamo dai poveri, dunque: ci può raccontare come si sono evolute la povertà e la marginalità sul territorio dell’Arcidiocesi? E quali sono le emergenze che Caritas sta affrontando? Negli ultimi tre anni, i numeri della povertà a Vercelli e nella sua provincia hanno visto un aumento significativo, soprattutto a causa dell’impatto della pandemia COVID-19, dell’inflazione e dell’aumento dei costi energetici. La povertà si è manifestata in forme diverse, coinvolgendo famiglie, anziani, stranieri e lavoratori in situazioni precarie. Nel 2021 e 2022 (primo anno del mio mandato da direttore), il numero di persone che si sono rivolte ai servizi della Caritas diocesana è cresciuto rispetto agli anni precedenti, riflettendo una maggiore richiesta di beni di prima necessità come viveri e vestiti, oltre a sostegni economici per bollette e affitti. Le famiglie con minori, i disoccupati e gli stranieri sono i gruppi più colpiti, con un’incidenza sempre più alta della povertà assoluta e relativa. Si è accentuata anche la povertà multidimensionale, cioè quella che comprende vari fattori come la mancanza di lavoro, l’istruzione, e l’accesso ai servizi sanitari.A livello locale, il mercato del lavoro subisce continue contrazioni, provocando l’aumento della disoccupazione e la riduzione delle opportunità lavorative, in particolare nel Vercellese e in Valsesia. Anche questo ha contribuito a un peggioramento della situazione economica di molte famiglie, aumentando la loro vulnerabilità. Negli ultimi anni, la povertà ha colpito in modo sempre più marcato anche i lavoratori impegnati in occupazioni precarie o sottopagate. In particolare, l’incidenza della povertà tra le famiglie con minori è aumentata significativamente, facendo emergere un quadro di crescente difficoltà economica. Negli ultimi mesi di questo 2024 sono tornate a farsi presenti famiglie in emergenza abitativa. L’ultima richiesta ci è pervenuta proprio pochi giorni fa: un nucleo di 3 persone con una sola entrata economica, in situazione precaria a causa delle spese per le cure molto specialistiche di cui necessita il figlio. Quasi ogni giorno devono spostarsi dal paesino in cui vivono fino a qui in città e non riescono più a far fronte ai costi dell’affitto. Situazioni difficili, di cui si parla troppo poco. Speriamo le sue parole possano spingere ancora più persone a sostenere, direttamente e indirettamente, l’operato di Caritas Eusebiana. A tal proposito, in apertura ha parlato di protagonismo giovanile: come si educano alla Carità i più giovani e come si sta evolvendo Caritas Eusebiana attraverso il loro operato? Ogni anno, elaboriamo un progetto in collaborazione con l’Ufficio Scuola dell’Arcidiocesi, gli insegnanti di religione e gli istituti comprensivi presenti sul territorio diocesano, per educare alla carità gli studenti di scuole medie e superiori, stimolandone la creatività per ideare ed elaborare nuovi progetti significativi e fare la differenza, come eroi quotidiani, nella vita dei più bisognosi. Per quanto riguarda i giovani operatori e volontari già attivi, in Caritas viene dato loro lo spazio che si meritano e le responsabilità che possono prendersi perché danno un valore aggiunto a quello che facciamo, con la loro sensibilità, le loro emozioni e il loro “saper leggere i tempi e i momenti”, come pronuncia il nostro statuto. I giovani non devono essere il nostro futuro e basta, ma sono già il presente di tutti, altrimenti a furia di dire che saranno il futuro, le responsabilità gliele daremo solo quando saranno vecchi, e questa è la scusa peggiore che si possa utilizzare per non lasciare loro lo spazio che si meritano. Un’affermazione forte, ma giusta e doverosa, che speriamo arrivi alle orecchie di tutti gli interessati. Grazie a Carlo Greco per la disponibilità e per il grande lavoro che lui e tutti gli operatori ed i volontari svolgono sul territorio dell’Arcidiocesi di Vercelli. Rinnoviamo l’invito a supportare l’operato di Caritas Eusebiana. Lo si può fare con bonifico, tramite il conto corrente bancario: Arcidiocesi di Vercelli – Caritas Eusebiana – IBAN: IT52 V030 6909 6061 0000 0131 576, con causale “erogazione liberale” o “donazione”. Per coloro che non hanno la possibilità di offrire sostegno economico, le possibilità sono il volontariato e la destinazione dell’8xmille alla Chiesa Cattolica: gesti che non costano nulla, ma sono di enorme aiuto.

Empatia e Compassione: I Due Ingredienti per Gustare la Carità in Azione
Quando parliamo di carità, spesso ci concentriamo sulle azioni concrete di aiuto verso gli altri. Tuttavia, la vera essenza della carità risiede nei sentimenti che ci spingono a compiere queste azioni. Oggi esploreremo due ingredienti fondamentali della carità: empatia e compassione. Sono come due lati di una stessa medaglia, complementari nel dare alla carità una dimensione più profonda e significativa. L’origine delle Parole: Empatia e Compassione Per comprendere appieno il significato di empatia e compassione, è utile riflettere sulle radici linguistiche di queste parole. Empatia Il primo ingrediente che unisce le persone, come una spezia che arricchisce ogni relazione. La parola “empatia” deriva dal greco antico empatheia, che significa “sentire dentro”. È la capacità di percepire e condividere le emozioni degli altri come se fossero le nostre. Questo tipo di connessione profonda è essenziale per la carità, poiché ci permette di comprendere a fondo le necessità e le sofferenze altrui. La scienza ci parla di neuroni specchio, cellule che si attivano sia quando facciamo un’azione, sia quando osserviamo qualcun altro compierla. Questo suggerisce che la nostra capacità di “sentire dentro” è parte integrante della nostra natura umana. Tuttavia, in una società frenetica e spesso individualista, l’empatia richiede una scelta consapevole. Possiamo coltivarla con costanza, rendendola un pilastro della nostra pratica quotidiana della carità. Compassione Il secondo ingrediente, il cuore del piatto, che da profondità e significato ad ogni gesto di carità La parola “compassione” deriva dal latino com (insieme) e passio (soffrire), traducibile letteralmente in “soffrire insieme”. La compassione va oltre l’empatia: non si limita a condividere un’emozione, ma ci spinge ad agire per alleviare la sofferenza degli altri. È una forza che trasforma la comprensione in azione concreta. Se l’empatia ci permette di connetterci emotivamente con gli altri, la compassione ci dà il coraggio di fare qualcosa per loro. Essa è ciò che spinge un volontario a offrire il proprio tempo, un medico a curare con dedizione o una persona comune a tendere la mano a chi è in difficoltà. La carità vera nasce quando uniamo l’empatia alla compassione, trasformando l’emozione in azione. Empatia e Compassione: Carità Quotidiana Mentre l’empatia ci avvicina emotivamente agli altri, la compassione ci guida verso l’azione. La carità non è solo un sentimento, ma un impegno che trasforma. Agire con compassione non solo fa bene a chi riceve, ma arricchisce anche chi dona, creando un circolo virtuoso che migliora la vita di tutti. È attraverso piccoli gesti di compassione quotidiana che possiamo “gustare” la carità nella sua forma più pura e autentica. In una società che spesso tende all’individualismo, mantenere viva la compassione può sembrare una sfida. Tuttavia, possiamo allenarla con la riflessione, la preghiera e il contatto costante con gli altri. La carità si manifesta in ogni piccolo gesto: un sorriso, una parola di conforto, un orecchio attento. La carità è molto più di un semplice atto di generosità; è un’espressione profonda di amore e dedizione verso gli altri. Impariamo a coltivare empatia e compassione nelle nostre vite quotidiane, trasformando questi sentimenti in azioni concrete. Solo così potremo scoprire quanto profondamente la carità possa trasformare non solo la vita di chi la riceve, ma anche quella di chi sceglie di donarsi.Immagine di Claudia Ferraris

Quale Carità?
Eccoci al primo brevissimo articolo che ci anticipa i contenuti alla formazione 2024-25. La differenza tra regalo e Dono Quando pensiamo alla carità, di solito immaginiamo donazioni, volontariato o aiuti materiali, concreti. Ma c’è molto di più dietro questo concetto, qualcosa di profondo e prezioso che possiamo scoprire insieme. Carità: Un Affetto Prezioso La parola “carità” viene dal latino “caritas”, che significa “caro” o “prezioso”. Questo ci fa capire subito che la carità è qualcosa di prezioso, un affetto profondo e una vera dedizione verso gli altri. È la carità, l’amore verso il prossimo che ci spinge a fare sacrifici, che ci fa cercare sempre il bene degli altri, senza aspettarci nulla in cambio. È affetto prezioso che diventa riflesso dell’Amore di Dio per l’umanità. Dal Regalo al Dono Viviamo in una società in cui i regali sono ovunque. Pensiamo ai compleanni, agli anniversari, alle feste. I regali sono gesti gentili, spesso materiali. Ma cosa succede se andiamo oltre il semplice regalo e pensiamo al “dono”? Un regalo può portare gioia, certo, ma spesso è legato a un obbligo sociale o a una gratificazione immediata. Un dono, invece, è qualcosa di più profondo. Non si tratta solo di un oggetto, ma di un atto di amore e compassione. Un dono non ha bisogno di avere un valore materiale; può essere un gesto che cambia la vita di qualcuno, che trasforma e ci trasforma. È saper dare anche quando penso di non avere nulla, anche quando mi costa fatica, anche al mio peggior nemico. Il Dono che Trasforma Donare significa dare senza aspettarsi nulla in cambio. È un atto di pura generosità. Quando doniamo il nostro tempo, le nostre azioni disinteressate, o semplicemente il nostro pensiero a qualcuno nel bisogno, stiamo facendo un vero dono. Il dono crea legami e favorisce la solidarietà. Può essere un’opportunità che cambia la vita di chi lo riceve, anche se è qualcosa di piccolo. È l’intenzione dietro il gesto che lo rende speciale. Un Nuovo Modo di Vivere la Carità Possiamo combinare, allora, regali e doni. I regali possono esprimere il nostro affetto, ma quando li arricchiamo del dono di noi stessi, diventano qualcosa di molto più significativo. In questo tempo estivo, fermiamoci a riflettere su come possiamo trasformare i nostri gesti di generosità in veri doni. Dedichiamo tempo agli altri, facciamo volontariato, e coltiviamo un atteggiamento di cura e amore. Solo così, i nostri gesti avranno il vero gusto del dono e avremo aggiunto un altro ingrediente alla nostra ricetta della vera Carità. Continuate a seguirci e non perdetevi il prossimo articolo sull’Empatia e Compassione. Foto di copertina di Claudia Ferraris

GUSTARE LA CARITÀ
Diamogli sapore insieme Ciao a tutti amici della Caritas Eusebiana! Oggi vogliamo iniziare un viaggio che ci aiuterà ad iniziare ad entrare, se pure con brevi e semplici riflessioni, nei temi che tratteremo in modo più approfondito nel percorso formativo 2024-25. Il percorso sarà aperto a tutti e fruibile anche online. Di cosa parleremo? La Carità testimonianza dell’Amore La parola “carità” deriva dal latino “caritas”, che significa “prezioso”. Questo ci dice molto: la carità è qualcosa di prezioso, un gesto di amore sincero verso chi ci circonda. È l’amore che fa sacrifici, che dà senza aspettarsi nulla in cambio. È l’amore che cerca sempre il bene dell’altro. Gesù ci ha mostrato che ogni volta che facciamo qualcosa per i più piccoli, lo facciamo per Lui (Mt 25:40). E ci ha ricordato che la carità è la più grande delle virtù (1 Cor 13:13). Regalo o Dono? C’è una Bella Differenza! Siamo tutti abituati a fare regali: per compleanni, feste, anniversari. Ma spesso questi regali sono solo scambi di beni materiali. Un regalo può portare gioia, ma è quando assume l’identità di dono che davvero cambia la vita. Un dono è fatto con il cuore, non ha valore economico stimabile, non si aspetta nulla in cambio. È un atto di pura, reale, vera generosità! Quando doniamo, diamo una parte di noi stessi: il nostro tempo, il nostro amore, la nostra attenzione. E questo fa la differenza. Non si tratta solo di dare qualcosa, ma di fare un gesto che ha un impatto duraturo, che trasforma, che genera e rigenera. Unire Regalo e Dono: Il Segreto della Vera Carità Possiamo fare regali, ma arricchiamoli di significato. Facciamo in modo che ogni nostro gesto sia pieno di consapevolezza e amore. Se dedichiamo del tempo al volontariato, facciamolo con gioia, attenzione e cura. In questo modo, il nostro tempo diventa un vero dono. Facciamo la Differenza Insieme! Pensate a come possiamo trasformare ogni gesto quotidiano in un atto di carità autentica. Non si tratta solo di dare qualcosa, ma di farlo con il cuore. Ogni piccolo gesto può diventare un’espressione dell’amore di Dio per gli altri. Aspettiamo proprio TE! Unisciti a noi, seguici sulle nostre pagine social, sul nostro blog per scoprire come vivere la carità nella vita di tutti i giorni con lo stile di Gesù, lo stile Caritas! Facciamo insieme questo viaggio e e se vorrai scrivici per partecipare alla formazione da ottobre in poi. Ci sarà un appuntamento al mese in orario comodo anche per studenti e lavoratori. Oltre a poter fruire dei contenuti da remoto. Buona Carità! La tua Caritas Eusebiana

Caritas Heroes 2023/24
Caritas Heroes: Giovani Eroi della Carità nelle Scuole
Il progetto Caritas Heroes ha coinvolto studenti delle scuole medie e superiori, di Vercelli e provincia, in un emozionante percorso di scoperta e azione Caritatevole. Tre i moduli: EDUCARE, IDEARE e REALIZZARE, i ragazzi hanno imparato l’importanza della solidarietà e hanno messo in pratica progetti concreti per aiutare la comunità. Scopri come i giovani eroi della carità stanno facendo la differenza!