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Arrivederci suor Rosalia!

Vercelli 7 gennaio 2020

Eh si carissima sr.Rosalia stamani al solito briefing di inizio settimana qui in Caritas non c’eri… non c’eri più.

E’ da qualche mese che mancavi ai nostri appuntamenti. Ti sapevamo inferma in quel del “Trompone” colpita propria là dove il buon Dio ci permette di comunicare :la parola; ma la speranza di riaverti tra di noi non si era mai affievolita e il tuo posto qui continuava ad essere vuoto.

Però non è andata così: quel ”padrone della vigna” per cui hai lavorato, faticato, sofferto ma anche gioito ha pensato che c’erano altri campi da coltivare non più qui su questa terra e ti ha rapita all’alba del giorno in cui la Chiesa festeggia la Sua manifestazione al mondo.

Oggi al nostro tavolo ci siamo sentiti più poveri perchè la tua assenza ha un po’ ridotto l’attenzione verso i più fragili ….quelli per cui, sul finire dei nostri incontri, tu chiedevi la parola per sottoporci il problema dei Rom che stazionano pericolosamente sulle rive del Sesia e ci “pressavi” perchè qualcosa andava fatto,perchè non li si poteva abbandonare a loro stessi e per loro avevi creato silenziosamente una rete di “amici” sensibili al tema.

Ma il tuo ricordo mi porta anche in tempi lontani, negli anni settanta o giù di lì quando ti eri fatta carico del problema del lavoro della nostra città, coinvolgendo addirittura il prof. Garelli notissimo sociologo oggi e don Lepori responsabile della Pastorale del lavoro, anni difficili; il sottoscritto alle prese con i problemi della grande industria al tempo sotto il mirino di “fuoco” di gruppi eversivi che tanto sangue innocente hanno sparso in Torino… e tu qui a Vercelli con le difficoltà dell’unica grande fabbrica che minacciava di chiudere i battenti e trasferirsi altrove mettendo letteralmente sul lastrico centinaia,centinaia di famiglie, erano queste le nostre esperienze condivise. Questo era il mondo in cui hai speso le tue energie .

Ecco oggi non ci sei più ma non è vero, ci resta di te la parte migliore: la tua semplicità, la tua riservatezza (che non era timidezza), la tua voglia di essere sui problemi in modo concreto, la tua prossimità a quelli che non appaiono mai, agli esclusi e che spesso anche le nostre comunità dimenticano…e tanto altro; questo ci hai lasciato e noi faremo il possibile per custodirlo.

Ciao Suor Rosalia

Gianni